Alta la guardia sulla Cina: servono regole eque per mantenere la competitività
Export a -6,4% nei primi due mesi, crollo negli USA e squilibrio crescente con la Cina. FederlegnoArredo chiede regole di concorrenza realmente eque

Una filiera strategica per il manifatturiero italiano che continua a dimostrare solidità, ma che oggi si confronta con uno scenario internazionale sempre più complesso: rallentamento della domanda globale, pressione competitiva cinese, aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e forte instabilità geopolitica.
Sono questi i temi emersi nel corso dell’Assemblea annuale di FederlegnoArredo, che si è tenuta stamattina a Milano presso l’ADI Design Museum. Il presidente Claudio Feltrin, in dialogo col professor Marco Fortis, ha sottolineato che i primi mesi dell’anno mostrano un mercato interno da cui arrivano segnali di stabilità, seppur sintesi di andamenti diversificati, ma una situazione di forte difficoltà sui mercati internazionali.
Rallentamento dell’export
Le esportazioni della filiera del legno-arredo, nei primi due mesi del 2026, si attestano a 2,76 miliardi di euro, secondo le elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo, segnando un calo del -6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. A frenare è soprattutto l’andamento dei principali mercati internazionali. Parziale cambio di scenario nel mese di marzo quando l’Europa sembra tenere, mentre crolla il resto del mondo: l’export tocca i 1,19 miliardi di euro (-4,2%), con andamenti divergenti tra aree geografiche. A pesare sono in particolare gli Stati Uniti (-17,6%), primo mercato extra UE, e il drastico ridimensionamento dell’area OPEC (-64,3%), quale conseguenza della guerra in corso
Guardia alta sulla Cina
In questo scacchiere – ha sottolineato Feltrin - la Cina fa sentire tutto il suo peso all’interno degli equilibri internazionali. Nel primo trimestre dell’anno, l’Italia esporta mobili e prodotti in legno per 70,2 milioni di euro, a fronte di importazioni pari a 266,2 milioni: quasi quattro volte superiori. Squilibrio particolarmente evidente nel comparto mobili, dove l’import (217,5 milioni) supera di gran lunga l’export (54,4 milioni), segnalando una crescente pressione competitiva sul mercato interno.
Un fenomeno che riguarda non solo l’Italia, ma l’intero mercato europeo. Nei primi due mesi del 2026, l’Unione Europea importa dalla Cina oltre 5 miliardi di euro di prodotti della filiera legno-arredo. I principali paesi di destinazione sono Germania (912 milioni), Paesi Bassi (846 milioni) e Francia (729 milioni). In questo contesto, l’Italia si colloca al sesto posto con 356 milioni di euro di importazioni (-10,9%), a dimostrazione dell’ampia presenza dei prodotti cinesi anche nei mercati chiave dell’export italiano che si trova a fare i conti con un competitor agguerrito anche sul fronte dei prezzi.
“Diventa pertanto fondamentale - conclude Feltrin - difendere il mercato europeo e garantire condizioni di concorrenza realmente eque. Le imprese italiane ed europee investono da anni in sostenibilità ambientale, sicurezza, qualità del lavoro e tracciabilità.
Non possiamo continuare a competere con sistemi produttivi che operano con regole, costi e standard completamente diversi”.
A preoccupare il settore è anche il nuovo aumento dei prezzi della materia prima legnosa, destinato a incidere nei prossimi mesi sui costi di energia e di conseguenza della produzione e sui prezzi finali, comprimendo ulteriormente la competitività delle imprese e i margini indispensabili anche per i futuri investimenti.