CUCINE: UN SETTORE DA OLTRE 3 MILIARDI CHE TIENE NONOSTANTE LE SFIDE GLOBALI
Marche cuore produttivo con il 26% del totale nazionale. Edi Snaidero, Assarredo: “Domanda interna dinamica e ruolo centrale della cucina nella casa”
Nel 2025 il comparto delle cucine conferma una sostanziale tenuta e, dopo anni di crescita particolarmente sostenuta, supera i 3 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). A livello nazionale, la crescita è trainata dal mercato italiano, superiore ai 2 miliardi di euro (+5%), mentre dopo un triennio caratterizzato da un certo dinamismo le esportazioni registrano una flessione (-5%, per un valore che sfiora il miliardo di euro), risentendo di uno scenario internazionale più complesso, col rallentamento dei principali mercati esteri, tra cui Francia (-5,1%), e Stati Uniti (-11,8%), che comunque rimangono il secondo mercato di rifermento dopo la Francia e il primo paese extra UE, secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo.
“Il rallentamento sui mercati esteri è legato soprattutto alla frenata dello sviluppo immobiliare internazionale” commenta Edi Snaidero (FOTO), consigliere incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo di FederlegnoArredo. “Allo stesso tempo, il mercato domestico mostra segnali di vitalità, confermando il ruolo centrale della cucina all’interno della casa contemporanea, sempre più integrata con gli spazi living e pensata come ambiente multifunzionale. In un contesto complesso, alcuni mercati emergenti sono riusciti a mantenere una crescita positiva, compensando parzialmente la flessione nelle altre aree” spiega Snaidero. “In particolare, il mercato spagnolo ha visto una solida ripresa (+10,6%), trainata da un buon andamento dell’economia e da un contesto politico stabile, mentre il mercato degli Emirati Arabi Uniti ha mostrato una crescita impressionante, con un aumento del 39,8% nel 2025, consolidandosi come il sesto mercato di esportazione per le cucine italiane".
Parallelamente, il settore guarda con crescente interesse a nuove aree di sviluppo.
”In particolare, l’India si configura come un mercato ad alto potenziale, anche alla luce delle possibili evoluzioni degli accordi commerciali e della crescita di una domanda orientata a prodotti di qualità. Allo stesso modo, il Sud America rappresenta una direttrice strategica, favorita sia dai legami storici con l’Italia sia da una rinnovata attenzione verso il design e il Made in Italy”.
EXPORT MOBILI MARCHE
Le Marche si confermano uno dei pilastri del settore: con un saldo commerciale di 660 milioni di euro, oltre 1.800 imprese e 18.700 addetti - di cui il 74% impiegato nella produzione di mobili - il territorio si distingue per una produzione di eccellenza, che rappresenta il 26% del fatturato nazionale (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo). La regione marchigiana ha raggiunto un fatturato di circa 3,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto sia per fatturato che per valore esportato nella filiera Legno-Arredo, con poco più di 894 milioni di euro (-0,7% la variazione rispetto al 2024).
Nonostante le sfide globali, le Marche mantengono una posizione di rilievo nelle esportazioni di mobili: il settore vale 603 milioni di euro (-2,2% sul 2024) e copre il 67% del export di tutta la filiera legno-arredo. Nel 2022 gli Stati Uniti avevano superato la Francia diventando la prima destinazione delle esportazioni di mobili marchigiani; nel 2025, nonostante un -11% si confermano il primo mercato, con un valore esportato pari a 109 milioni di euro. Stabile (-0,4%) la Francia, al secondo posto, con 96 milioni di euro. Positive le esportazioni verso Regno Unito (+10,2% per 44 milioni), Germania (+10,9% per 41 milioni), Spagna (+19,8% per 30 milioni) e Emirati Arabi Uniti (settimo mercato a +12,6% per 16 milioni di euro).
EXPORT MOBILI MARCHE PER PROVINCE
Nella produzione di mobili la provincia di Pesaro Urbino è la più rilevante tra le province marchigiane: 561 aziende che impiegano 8.936 addetti con un fatturato pari a circa 1,8 miliardi di euro. Pesaro Urbino è anche la provincia che esporta più mobili (310 milioni di euro) nonostante chiuda il 2025 in flessione (-7,5% sul 2024). Seguono Ancona per un valore pari a 178 milioni di euro, Macerata (85 milioni di euro), Ascoli Piceno (22 milioni) e Fermo, tutte positive. Anche se in calo (-19,1% la variazione rispetto al 2024) i mobili pesaresi vengono esportati principalmente negli Stati Uniti: 61 milioni di euro il valore nel 2025.
CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL'UMANITÀ
Sul fronte dell’offerta, continua l’evoluzione del prodotto sia in termini tecnologici sia progettuali. “C’è grande attesa per il Salone del Mobile.Milano e EuroCucina / FTK – Technology For the Kitchen, con 106 brand da 17 paesi: cresce l’integrazione tra arredo ed elettrodomestici, mentre il design risponde a nuove esigenze abitative puntando su flessibilità, personalizzazione e continuità tra gli ambienti. La domotica integrata consente di gestire illuminazione, clima, suono e persino profumazioni, dando vita a spazi personalizzati e dinamici. La cucina diventa così un ambiente intelligente, capace di apprendere dalle abitudini di chi la vive, adattarsi e anticiparne le esigenze” conclude Snaidero. "Allo stesso tempo, conserva la propria essenza più autentica: l’UNESCO ha recentemente inserito il cibo italiano tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, riconoscendo il ruolo centrale della cucina come spazio di tradizione, espressione e condivisione. Le aziende italiane raccolgono questa eredità investendo in ricerca e progettazione consapevole, creando cucine che esprimono identità locale ma dialogano con un linguaggio innovativo e internazionale”.