Tagli a Transizione 5.0: doccia fredda per le imprese

Gli appelli di Confindustria alle istituzioni, a seguito del decreto-legge del Consiglio dei Ministri del 27 marzo

Tagli a Transizione 5.0: doccia fredda per le imprese

Il Consiglio dei Ministri dello scorso 27 marzo ha approvato un decreto-legge contenente misure urgenti in ambito fiscale ed economico. Il provvedimento ha suscitato forti reazioni nel comparto produttivo, principalmente a causa della riduzione del 65% del credito d'imposta Transizione 5.0 per le imprese che avevano presentato domanda entro novembre 2025.

Il numero delle imprese coinvolte si attesta a oltre 7 mila - i cosiddetti "esodati" del piano - che beneficeranno solo del 35% del credito originariamente richiesto. L'agevolazione sarà limitata esclusivamente agli investimenti in beni strumentali (incluse le spese di certificazione), escludendo di fatto gli interventi per l'efficienza energetica e gli impianti a fonti rinnovabili. Tale rimodulazione riporta, nella sostanza, il perimetro dell'incentivo a quello del precedente piano Transizione 4.0.

Per discutere gli impatti della misura, il Governo ha indetto un tavolo di confronto con le categorie produttive per il 1° aprile, chiesto con estrema urgenza dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. In sede di conversione del decreto, l'Esecutivo valuterà lo stanziamento di eventuali risorse aggiuntive e definirà le priorità d'intervento sulla base delle osservazioni ricevute.

Anche il Vicepresidente di Confindustria per le Politiche Industriali e il Made in Italy, Marco Nocivelli, è intervenuto sul tema: qui le sue dichiarazioni alla stampa.

FederlegnoArredo monitora gli sviluppi della vicenda e ne darà tempestiva comunicazione alle imprese associate.

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