Ok al Nuovo Piano Casa: rischi e opportunità per il legno-arredo

Via libera del Senato, ma per le aziende della filiera legno-arredo saranno decisivi i prossimi decreti attuativi

Ok al Nuovo Piano Casa: rischi e opportunità per il legno-arredo

Il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto-legge "Piano Casa", un provvedimento da oltre dieci miliardi di euro su base decennale che punta a ridisegnare le politiche abitative e l'edilizia sociale in Italia.

L'intero impianto normativo si regge su tre pilastri fondamentali individuati dal Governo per sbloccare il settore:

  1. La riqualificazione dell'edilizia pubblica: l'obiettivo prioritario è il recupero e la messa in sicurezza di circa 60.000 alloggi popolari degradati, per il quale il Commissario straordinario, Felice Squitieri, è già al lavoro.
  2. Il Fondo Housing Coesione: uno strumento finanziario centralizzato per convogliare e programmare le risorse nazionali ed europee.
  3. L'attrazione di capitali privati e le semplificazioni: forti incentivi burocratici (come il cambio di destinazione d'uso tramite SCIA) per spingere i privati a investire nell'edilizia convenzionata.

 

Filiera legno-arredo: rischi e opportunità

L’intervento rappresenta certamente un'importante opportunità per il settore delle costruzioni e potrebbe rappresentare un'importante opportunità nel medio-lungo termine per il legno-arredo e, più in generale, per le filiere manifatturiere italiane che investono in qualità, innovazione e sostenibilità. 

L'efficacia reale della misura dipenderà, infatti, dalla rapidità dei decreti attuativi e dalla gestione e impostazione dei bandi.

Il rischio concreto è che la struttura di questi ultimi possa prevedere una riqualificazione degli immobili guidata prevalentemente dalla logica della riduzione dei costi, così da avvantaggiare i player di fascia medio-bassa, e tagliare fuori le eccellenze qualitative della filiera.

Ad oggi, infatti, il provvedimento non introduce criteri specifici in grado di valorizzare le produzioni della filiera legno-arredo né di orientare gli interventi verso soluzioni che privilegino il Made in Italy, la qualità dei materiali e il benessere degli ambienti di vita.

Per la filiera legno-arredo il Piano potrebbe rappresentare una vera occasione in termini di:

  • Spinta per l'Edilizia in legno e infissi: il necessario rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) richiesto dal piano dovrebbe favorire l'impiego di sistemi strutturali in legno, coperture e serramenti ad alte prestazioni, ideali per la rigenerazione sostenibile degli alloggi pubblici.
  • Nuove commesse per finiture e contract: il recupero massiccio dei 60.000 alloggi potrebbe generare una domanda significativa di porte, pavimenti, arredobagno e cucine, premiando i produttori capaci di offrire soluzioni durature e competitive.
  • Opportunità nell'arredo modulare: l'apertura ai capitali privati per progetti di edilizia sociale e co-housing potrebbe stimolare il mercato delle soluzioni d'arredo flessibili e ottimizzate per i nuovi layout urbani.

Per farlo, occorrono criteri che:

  • valorizzino il Made in Italy e le filiere produttive nazionali;
  • incentivino materiali e prodotti ad elevate prestazioni ambientali;
  • promuovano la qualità architettonica e la rigenerazione dei centri storici e delle città;
  • considerino il benessere abitativo nella sua accezione più ampia, andando oltre il solo efficientamento energetico e includendo aspetti quali comfort, salubrità, qualità dell'aria indoor, acustica, illuminazione naturale e durabilità dei materiali.

 

Attesa per i decreti attuativi

Per questo motivo sarà fondamentale seguire con attenzione la definizione dei decreti attuativi e dei criteri di assegnazione delle risorse e far sì che la qualità costruttiva e la sostenibilità non vengano sacrificate, valorizzando a pieno una filiera da sempre all'avanguardia nell’economia circolare.

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