Focus Istituzionale | FLAnews marzo 2026
Tagli a Transizione 5.0: doccia fredda per le imprese
Il Consiglio dei Ministri dello scorso 27 marzo ha approvato un decreto-legge contenente misure urgenti in ambito fiscale ed economico. Il provvedimento ha suscitato forti reazioni nel comparto produttivo, principalmente a causa della riduzione del 65% del credito d'imposta "Transizione 5.0" per le imprese che avevano presentato domanda entro novembre 2025.
Il numero delle imprese coinvolte si attesta a oltre 7 mila - i cosiddetti "esodati" del piano - che beneficeranno solo del 35% del credito originariamente richiesto. L'agevolazione sarà limitata esclusivamente agli investimenti in beni strumentali (incluse le spese di certificazione), escludendo di fatto gli interventi per l'efficienza energetica e gli impianti a fonti rinnovabili. Tale rimodulazione riporta, nella sostanza, il perimetro dell'incentivo a quello del precedente piano Transizione 4.0.
Per discutere gli impatti della misura, il Governo ha indetto un tavolo di confronto con le categorie produttive per il 1° aprile. In sede di conversione del decreto, l'Esecutivo valuterà lo stanziamento di eventuali risorse aggiuntive e definirà le priorità d'intervento sulla base delle osservazioni ricevute.
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Nuovo Codice dell’edilizia: al via l'iter parlamentare
Il Governo ha depositato alla Camera dei deputati il disegno di legge delega per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni (A.C. 2826). Il provvedimento, varato a dicembre dal Consiglio dei Ministri, è stato sottoposto a un attento controllo della Ragioneria dello Stato che ne ha rallentato l’invio in Parlamento.
Il provvedimento tocca ambiti di particolare importanza come, il riordino degli interventi edilizi e dei titoli abilitativi, la classificazione delle difformità edilizie, la regolarizzazione degli abusi storici, il superamento della “doppia conformità” rigida e tanti altri aspetti sui quali il mondo dell’edilizia e delle costruzioni aspetta interventi semplificativi da decenni. Il Governo ha tempo un anno, dalla data di approvazione della legge, per produrre uno o più decreti legislativi volti a riscrivere il Testo Unico dell’edilizia.
Nelle prossime settimane il testo verrà assegnato alla Commissione competente e sarà individuato il relatore del provvedimento. FederlegnoArredo ha già avviato le dovute interlocuzioni per portare all’attenzione temi di interesse come la valorizzazione del legno strutturale come materiale sostenibile e antisismico, fondamentale per le costruzioni del futuro.
Legge annuale PMI in Gazzetta Ufficiale
È stata pubblicata in GU la Legge annuale per le piccole e medie imprese, che introduce nel panorama normativo nazionale una serie di strumenti di grande rilievo per la crescita e il consolidamento delle PMI.
Uno degli interventi di maggior impatto è certamente quello contenuto nell'articolo 1, che introduce agevolazioni fiscali significative per i contratti di rete che consistono nella possibilità di accantonare utili a riserva in sospensione d'imposta per investimenti comuni. Questa misura rappresenta una leva fondamentale per accrescere la competitività internazionale e sostenere progetti di innovazione che singolarmente sarebbero difficili da affrontare.
Sempre sul fronte della solidità finanziaria, l'articolo 8 apre prospettive interessanti per la valorizzazione del magazzino. La norma punta a trasformare le giacenze di materie prime e prodotti finiti in strumenti capaci di agevolare l'accesso al credito e rafforzare i bilanci aziendali.
Il legislatore ha mostrato attenzione anche per il capitale umano e la continuità del "saper fare". L'articolo 6 introduce infatti forme di part-time incentivato volte a gestire con equilibrio il ricambio generazionale. Questa misura permette ai lavoratori più esperti di accompagnare l'ingresso dei giovani in azienda, garantendo che le competenze artigianali e tecniche, che costituiscono il vero valore aggiunto del Made in Italy, non vadano perdute durante la fase di pensionamento.
Dl Bollette: al via l'esame alla Camera
È in discussione alla Camera dei deputati il c.d. Decreto Energia (A.C. 2809), provvedimento varato dal Governo per cercare di fronteggiare l’aumento dei prezzi dell’energia. Il provvedimento stanzia in totale 3 miliardi, dei quali 1,4 destinati alle imprese sotto forma di riduzione delle bollette. Nello specifico il provvedimento prevede un contributo generalizzato per tutte le imprese che si tradurrà in una riduzione del costo dell'energia elettrica. Gli stanziamenti ammontano a circa 431 milioni di euro per il 2026 (pari a circa 3,4 €/MWh) e 500 milioni per il 2027 (4 €/MWh). Il decreto destina 600 milioni di euro specificamente alle PMI per abbattere le componenti fisse delle tariffe elettriche, riducendo il peso fiscale complessivo in fattura. I dettagli tecnici per la messa a terra delle misure in favore delle imprese sono demandati a provvedimenti successivi emanati dal Ministro dell’Ambiente, dall’Arera e dal Gse a seconda della competenza. Il provvedimento dovrà essere approvato definitivamente entro il 21 aprile.