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Portale unico su strumenti finanziari dell'Ue per le PMI
15/05/2013 18.39.21

La Commissione europea ha lanciato un nuovo portale unico online su tutti gli strumenti finanziari dell'Unione europea per le Pmi con l'obiettivo di raccogliere e rendere di facile consultazione tutte le informazioni e le iniziative di Bruxelles per il credito alle imprese.


Il portale unico è disponibile nelle 23 lingue ufficiali dell'Ue, italiano incluso ed offre un accesso semplice ed agevole a tutti i diversi programmi, strumenti finanziari, progetti, iniziative e bandi europei esistenti, pari ad un valore complessivo di 100 miliardi di euro di credito alle imprese sul periodo 2007-2013, in attesa della programmazione per il 2014-2020. Più nel dettaglio si tratta dei seguenti programmi e strumenti:


·         il programma quadro per la competitività e l'innovazione CIP (che verrà sostituito dal programma COSME a partire dal 2014);


·         lo strumento europeo Progress di microfinanza (programma volto a migliorare la disponibilità di microcrediti fino a 25.000 euro, inclusi quelli destinati a gruppi svantaggiati o sottorappresentati, per l'avvio e l'espansione di una microattività con meno di 10 dipendenti);


·         lo strumento finanziario di condivisione del rischio (Settimo programma quadro) elaborato congiuntamente dalla Commissione europea e dalla BEI per la concessione di prestiti per attività dimostrative e innovative, di sviluppo tecnologico e di ricerca ad alto rischio;


·         i prestiti della BEI;


·         i Fondi strutturali.


Il portale unico si pone come obiettivo quello di aiutare le Pmi a richiedere finanziamenti che beneficiano del sostegno dell'Unione europea. Per accedere ai finanziamenti dell'Ue una volta entrati nel portale si può cliccare sul singolo paese per individuare le banche o i fondi di capitale di rischio che offrono finanziamenti con il sostegno dell'Ue.


Cliccando sull'Italia troverete la tabella con le tutte le informazioni relative ai finanziamenti disponibili suddivisa per: intermediario finanziario, regione di attività, tipo di finanziamento, importo del finanziamento; settore d'investimento; informazioni supplementari; fonti di finanziamento.


Parallelamente, la Commissione europea ha anche messo a punto una guida, ugualmente accessibile su internet ma solo in inglese, francese e tedesco per agevolare la quotazione in borsa delle Pmi consigliandole sulle modalità per farlo, e stimolare allo stesso tempo l'interesse degli investitori nei loro confronti, incluse le società a media capitalizzazione. 


Il portale unico è stato lanciato in occasione della riunione del Forum sul finanziamento delle Pmi sponsorizzato dalla Commissione europea e dalla BEI che si è tenuta lo scorso 2 maggio. Nel corso di tale riunione sono, inoltre, stati resi noti i risultati della relazione elaborata congiuntamente dalla Commissione europea a dalla BEI sulle attività realizzate in questi anni dall'Ue per agevolare l'accesso ai finanziamenti delle PMI  così come sulla nuova generazione di strumenti finanziari per le Pmi.

UFFICIO BRUXELLES
Marcegaglia nuovo Presidente di BusinessEurope
16/04/2013 11.32.33

Emma Marcegaglia è stata nominata, lo scorso 11 aprile, Presidente di BusinessEurope, l'associazione che rappresenta le Confindustrie europee con sede a Bruxelles. Emma Marcegaglia, che subentra al tedesco Jürgen Thumann sarà in carica dal 1° luglio con un mandato biennale rinnovabile una volta. Non era mai accaduto che l'associazione affidasse la presidenza a una donna ed è la seconda volta nella storia di BusinessEurope che tocca ad un italiano: il primo fu Guido Carli nel 1980-81. «Sono onorata di succedere a Thumann. Le sfide che sta affrontando l'economia europea – questo il commento a caldo di Emma Marcegaglia – richiedono significativi cambiamenti. Contribuirò costruttivamente a rifocalizzare le politiche europee sulla competitività e la crescita, insieme al direttore generale Markus J. Beyrer, al suo team e ai 41 componenti della federazione di BusinessEurope».


BusinessEurope riunisce 41 associazioni nazionali di rappresentanza delle imprese, provenienti da 35 Paesi, i 27 membri dell'Ue e altri otto candidati all'adesione o membri dello Spazio Economico Europeo, in tutto rappresenta oltre 20 milioni di imprese.



UFFICIO BRUXELLES
LULUCF: prima tappa verso l'adozione della decisione Ue
11/10/2012 15.30.37

La commissione ENVI del Parlamento europeo ha approvato ieri, con 36 voti a favore, 13 contrari e 1 astenuto, il Progetto di Relazione dell'On. Kriton Arsenis (S&D, Grecia) sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle norme di contabilizzazione e ai piani di azione relativi alle emissioni e agli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività connesse all'uso del suolo, ai cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura (LULUCF). L'approvazione del Progetto di Relazione in questione costituisce il primo passo verso l'adozione della decisione che prevede l'attivazione di un sistema obbligatorio di contabilizzazione Ue per le attività LULUCF e quindi anche per i prodotti ottenuti dall'estrazione del legno (Harvested Wood Products - HWP). Ora, però, la parola passa all'Assemblea Plenaria del Parlamento europeo ed al Consiglio Ue che dovranno adottare la decisione nei prossimi mesi.

UFFICIO BRUXELLES
UE: nuova comunicazione su Politica industriale
11/10/2012 14.47.03

La Commissione europea ha adottato ieri, sotto la responsabilità del Vicepresidente Antonio Tajani, una nuova comunicazione sulla politica industriale dal titolo “Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica”. L'obiettivo di questa comunicazione della Commissione europea è di aggiornare il quadro di riferimento delineato nell'iniziativa faro “Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione” adottata nell'ottobre del 2010 proponendo nuove azioni concrete, dirette a rispondere in modo specifico e puntuale ai problemi della crescita e dell'occupazione nel breve/medio termine e di contribuire così al dibattito attualmente in corso sia in sede europea che a livello nazionale.


Nonostante l'approccio proposto nel 2010 sia attualmente ancora valido, gli effetti negativi della crisi economica e finanziaria e l'esigenza sempre più urgente di intervenire a sostegno della crescita hanno, infatti, spinto verso il riconoscimento della necessità di rinforzare le iniziative di politica industriale del 2010. Secondo la Commissione europea, la ripresa economica non può prescindere da una modernizzazione della base industriale e dalla definizione di una strategia di politica industriale basata sull'innovazione e su più forti investimenti nelle nuove tecnologie.


 Con la nuova comunicazione la Commissione europea intende delineare una politica industriale volta a gettare le basi per la reindustrializzazione dell'Europa. Al momento – si legge nel documento – l'industria rappresenta circa il 16% del PIL dell'Ue. La reindustrializzazione dell'Unione richiede di invertire la tendenza di declino dell'industria, osservato per un lungo periodo, per avvicinarsi al 20% del PIL entro il 2020.


La Commissione europea propone, quindi, un piano d'azione articolato in quattro pilastri:  


1.      Creare le condizioni appropriate per stimolare nuovi investimenti e accelerare l'adozione di nuove tecnologie - fornire le condizioni quadro adatte agli investimenti, per tornare rapidamente ai livelli pre-crisi, soprattutto se concentrati sui 6 campi prioritari aventi enormi potenzialità per la crescita e l'occupazione in Europa: tecnologie produttive avanzate destinate a una produzione pulita, tecnologie abilitanti fondamentali, mercati dei bio-based products, politiche industriali sostenibili, costruzione e materie prime, veicoli (terrestri e marittimi) puliti e reti intelligenti. Anche gli Stati membri dovranno fare la loro parte e privilegiare gli investimenti in questi 6 settori


2.      Migliorare con urgenza il funzionamento del mercato interno e favorire una maggiore apertura ai mercati internazionali - migliorare il funzionamento del mercato interno e aprire i mercati internazionali. La Commissione si concentrerà su alcuni aspetti selezionati che rendano possibili netti miglioramenti in tempi brevi: migliorare il mercato interno dei beni, rafforzare l'imprenditorialità nei confronti del mercato unico digitale che dovrebbe aumentare del 10% annuo fino al 2016, proteggere i diritti di proprietà intellettuale e promuovere un'ulteriore internazionalizzazione delle PMI europee nel mondo, fino a raggiungere il 25% (dal 13% attuale) a medio termine.


3.      Intervenire sul fronte dell'accesso ai finanziamenti – incluso l'accesso ai mercati di capitale – perché investimenti e innovazione non sono possibili senza risorse finanziarie adeguate - migliorare il prestito all'economia reale mobilizzando e finalizzando meglio le risorse pubbliche, quelle della BEI – che destinerà 10/15 miliardi di euro aggiuntivi per prestiti alle PMI - dei Fondi strutturali e quelle private, eliminando ostacoli che ancora si frappongono ai fondi di capitale di rischio e agevolando le operazioni transfrontaliere per le PMI.


4.      Capitale umano e competenze: adattare la manodopera alle trasformazioni industriali, migliorando soprattutto la capacità di anticipare esigenze e squilibri nelle competenze. In questo campo, la Commissione europea mira soprattutto a promuovere ulteriormente la collaborazione tra datori di lavoro, lavoratori e autorità competenti istituendo a livello europeo cosiddetti Consigli per competenze settoriali e Alleanze tra conoscenze e competenze settoriali.


In generale, l'obiettivo di fondo che la comunicazione si prefigge è quello di promuovere la competitività dell'industria focalizzando ogni sforzo possibile sull'innovazione industriale e rafforzando l'impegno nel sostenere gli investimenti in alcuni settori tecnologici specifici. L'idea, infatti, è stabilire delle priorità operando una scelta di politica industriale e identificando sei settori di punta dove concentrare le poche risorse disponibili. Tale approccio proattivo alla politica industriale sarà esteso nel futuro ad altri settori come quelli delle industrie creative, delle apparecchiature mediche o della sicurezza e sarà sviluppato insieme alle misure di politica industriale destinate ad affrontare i problemi dei settori tradizionali dell'industria. Gli altri tre capitoli della comunicazione (funzionamento dei mercati, mercato interno e mercato globale, accesso al credito e skills), prevedono invece delle azioni di natura più orizzontale e non orientate a settori specifici. Nell'allegato alla comunicazione sono elencate le 10 azioni da attuare da qui al 2020 e relative ai quattro gradi pilastri/capitoli.


La comunicazione è, inoltre, accompagnata da due documenti: il nuovo quadro di valutazione sull'efficienza dell'industria dei 27 Stati membri (con una scheda relativa all'Italia)  che prende in considerazione 5 settori chiave: produttività; esportazioni; innovazione e sostenibilità; contesto e infrastrutture delle imprese; finanziamenti e investimenti e  la relazione 2012 sulla competitività europea che analizza le principali tendenze della globalizzazione negli ultimi 15 anni, i costi e i benefici che ne sono derivati e le sfide future che le imprese europee devono fronteggiare. Mancanza di fiducia e diminuzione degli investimenti.


Il Vicepresidente Tajani presenterà la nuova comunicazione oggi a Milano alle ore 15:30 presso la Rappresentanza della Commissione europea alla presenza del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. 


Tutti i documenti sono disponibili qui

UFFICIO BRUXELLES
Nuova strategia Ue per il settore delle costruzioni
03/08/2012 18.40.34

Il 31 luglio scorso la Commissione europea ha adottato la nuova “Strategia per la competitività sostenibile del settore delle costruzioni e delle sue imprese”.  La nuova strategia – alla quale è allegato il Piano d'azione che indica le azioni a breve e medio-lungo termine per sostenere il settore nella direzione della Strategia stessa – è stata adottata su iniziativa del Vicepresidente della Commissione europea e commissario con delega all'industria e all'imprenditoria Antonio Tajani e delinea la Strategia europea e le azioni da intraprendere di qui al 2020 per rilanciare il settore delle costruzioni.


Più nel dettaglio la comunicazione, in primo luogo, traccia il drammatico quadro del settore delle costruzioni (emorragia di posti di lavoro che ha toccato le 500mila unità dalla fine del 2008; tra gennaio 2008 e novembre 2011 la domanda Ue si sia ridotta del 17%, solo in Italia nel marzo 2012 vi è stato un meno 9,2% rispetto al 2011 etc.). In secondo luogo, elenca le sfide strutturali proprie del settore (difficoltà a reperire mano d'opera qualificata; eccessi burocratici e ostacoli persistenti nel mercato interno Ue; discriminazione nelle condizioni di acceso ai mercati internazionali, sia riguardo alle legislazioni sociali e ambientali applicabili, che alla possibilità di partecipare agi appalti pubblici). In terzo luogo, individua le opportunità per il settore delle costruzioni. Queste si risolvono sostanzialmente nello sfruttamento delle potenzialità degli edifici a basso consumo energetico. Il Vicepresidente Tajani, ha infatti, affermato che “nell'attuale, grave, crisi economica e sociale, gli edifici a basso consumo di energia sono investimenti redditizi per la società e gli investitori privati. Il settore delle costruzioni deve riuscire a scorgervi un'opportunità per innovare e attirare nuovi talenti. Le nuove tecnologie offrono grandi potenzialità, non solo per nuove abitazioni ma anche per ristrutturare milioni di edifici esistenti, migliorandone l'efficienza energetica e attuando gli obiettivi della strategia UE 2020. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità. Il settore delle costruzioni può diventare un motore della crescita sostenibile”.


Cinque gli obiettivi che la Commissione europea si pone con tale strategia per rilanciare il settore e numerose le azioni che individua per realizzarli. Le azioni sono raggruppate nel Piano d'azione allegato alla comunicazione (pag 20-29) e suddivise in azioni a breve termine e a medio-lungo termine. Per ogni azione sono forniti dettagli relativi ai risultati attesi, alla suddivisione delle competenze tra Commissione europea, Stati membri e organizzazioni del settore e il calendario di attuazione.



1.     Creare le condizioni favorevoli agli investimenti


i.              Migliorare l'accesso al credito: Il Patto per la Crescita prevede un aumento di 10 miliardi di euro del capitale BEI, con relativa capacità di prestito aggiuntiva fino a 180 miliardi. La fase pilota dei project bond prevede 4,5 miliardi d'investimenti supplementari per infrastrutture. 55 miliardi di fondi strutturali sono ancora disponibili e possono essere riallocati, secondo la Commissione europea, anche per fornire garanzie sui prestiti. Queste risorse possono consentire a BEI, intermediari finanziari e investitori privati di puntare sulla nuova edilizia ad alta efficienza energetica, su infrastrutture di rete e sostegno dell'accesso al credito per le PMI del settore.


ii.             Aumento dei fondi strutturali: per il periodo 2014-2020 la Commissione propone quasi un raddoppio dei fondi per la sostenibilità energetica, in parte utilizzabile per la riqualificazione degli edifici.


iii.            Più fondi Ue per ricerca e innovazione: attualmente nell'ambito delle iniziative Smart Cities vi sono 209 milioni di euro per progetti di risparmio energetico nelle città, inclusa la ristrutturazione di edifici. 116 milioni sono destinati all'iniziativa "efficienza energetica degli edifici" finalizzata allo sviluppo di nuovi materiali edili e costruzioni con criteri d'integrazione urbanistica ed efficienza energetica. Per il bilancio 2014-2020, nell'ambito di Orizzonte 2020, la Commissione europea punta ad un aumento (fino a 2 miliardi) dei fondi per ricerca e innovazioni per promuovere nuovi materiali, apparecchiature tecniche più efficienti ed edifici più sicuri dal punto di vista sismico; anche con progetti pilota dimostrativi di edifici e quartieri che consumino meno energia di quella prodotta e/o con standard di sicurezza sismica realizzati con tecnologie innovative.


iv.            La Commissione europea invita, inoltre, gli Stati a mantenere gli incentivi fiscali nazionali, IVA ridotta, incentivi per tassi agevolati o altre sovvenzioni, quali il credito d'imposta.


v.             Favorire l'accesso delle Pmi al mercato degli interventi per l'efficienza energetica, anche con polizze assicurative che garantiscano che le prestazioni eseguite corrispondo alla normativa vigente.


vi.            Più fondi Ue per Project Bonds e maggiore utilizzo nel bilancio 2014-2020 per infrastrutture e riqualificazione energetica di edifici pubblici.


 2.     Sviluppare il capitale umano del settore delle costruzioni

Secondo la Commissione europea occorre anticipare la domanda futura del mercato del lavoro, anche attraverso la formazione per migliorare le prospettive occupazionali dei giovani. Serve anche maggior mobilità dei lavoratori, soprattutto nei servizi transfrontalieri.  Un'iniziativa a livello europeo dovrebbe stimolare uno scambio d'informazioni per meglio prevedere questi bisogni, favorendo l'adattamento dei sistemi di formazione nazionali e una migliore risposta alla domanda di lavoro qualificato e di nuove professionalità legata all'edilizia sostenibile.

3.     Standard e metodologia comune per l'efficienza energetica

Secondo la Commissione europea servono standard e metodologie comuni per la valutazione dell'impatto ambientale. La Commissione proporrà, quindi, delle iniziative di standardizzazione per rendere i metodi di valutazione più trasparenti e accessibili alle imprese edili, al settore assicurativo e agli investitori.


4.     Rafforzare il mercato interno per la costruzione


i.              gli Stati sono chiamati a dare piena attuazione alla direttiva Servizi, anche per facilitare la fornitura da parte delle imprese edili di prestazioni in altri paesi membri senza creare stabilimenti permanenti.  


ii.             La standardizzazione per mezzo degli Eurocodici potrebbe facilitare la convergenza e il buon funzionamento del mercato interno per le costruzioni. Gli Eurocodici sono un complesso di norme di progettazione applicabili ai materiali da costruzione, all'ingegneria strutturale e a un'ampia gamma di tipi di strutture e prodotti. Ciascun paese può adattare gli Eurocodici alle proprie condizioni e tradizioni specifiche o valutazioni di rischio in materia di clima e di sismologia. La loro applicazione da parte degli Stati sarà oggetto un riesame nel 2013 e la Commissione incaricherà il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) di agevolare l'impiego degli Eurocodici per chi opera nelle costruzione. Un progetto pilota sull'efficienza energetica e gli standard di costruzione antisismici sarà promosso insieme al Parlamento europeo.


iii.            Vanno analizzati i vari approcci regolamentari e amministrativi degli Stati nell'attuazione e applicazione della legislazione comunitaria del settore per chiarire le norme e per ridurre gli oneri amministrativi.


5.     Accesso ai mercati internazionali



i.        La Commissione continuerà a promuovere un migliore accesso ai mercati a condizioni di reciprocità e con eliminazione effettiva delle barriere tecniche, oltre che la reale possibilità di partecipare agli appalti internazionali.


ii.        Va sviluppata la cooperazione con Africa, America Latina, Russia e paesi vicini per introdurre criteri di costruzione sostenibile negli appalti pubblici e promuovere l'utilizzo degli Eurocodici quale strumento per la regolamentazione della costruzione nei paesi terzi.


iii.        Il Partenariato UE-Africa per le infrastrutture e i trasporti offre opportunità per la realizzazione di reti di collegamenti per l'energia e un sistema di trasporti più moderno e sicuro.


iv.        L'iniziativa dell'Unione “Piccole imprese, grande mondo” metterà a disposizione informazioni, consigli e assistenza a piccole imprese di costruzioni per l'accesso ai mercati internazionali e la ricerca di partner. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, inoltre, sostiene lo sviluppo di nuovi modelli commerciali per le PMI, in particolare per la loro internazionalizzazione.


Infine, la comunicazione prevede la struttura di governance per l'attuazione della Strategia.  Nella comunicazione si legge che essa  dovrebbe basarsi contemporaneamente sul coordinamento e sul monitoraggio tematico e strategico e articolarsi come segue:


·         un forum strategico tripartito di alto livello (Commissione, Stati membri, rappresentanti di settore) che dovrebbe esprimersi sulle iniziative dell'UE concernenti il settore delle costruzioni e sull'attuazione della strategia, formulando successivamente raccomandazioni su eventuali adeguamenti necessari della strategia o su nuove iniziative da avviare;


·         gruppi tematici, composti da rappresentanti degli Stati membri e da rappresentanti di settore interessati a priorità specifiche della strategia, che dovrebbero operare in collegamento con le reti e i progetti europei già esistenti. La sorveglianza di questi gruppi sarebbe affidata ai servizi della Commissione responsabili della materia specifica di cui si occupa ciascun gruppo.


Per consultare la comunicazione della Commissione europea “Strategia per la competitività sostenibile del settore delle costruzioni e delle sue imprese”...clicca qui!

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