Il 31 luglio scorso la Commissione europea ha adottato la nuova “Strategia per la competitività sostenibile del settore delle costruzioni e delle sue imprese”. La nuova strategia – alla quale è allegato il Piano d'azione che indica le azioni a breve e medio-lungo termine per sostenere il settore nella direzione della Strategia stessa – è stata adottata su iniziativa del Vicepresidente della Commissione europea e commissario con delega all'industria e all'imprenditoria Antonio Tajani e delinea la Strategia europea e le azioni da intraprendere di qui al 2020 per rilanciare il settore delle costruzioni.
Più nel dettaglio la comunicazione, in primo luogo, traccia il drammatico quadro del settore delle costruzioni (emorragia di posti di lavoro che ha toccato le 500mila unità dalla fine del 2008; tra gennaio 2008 e novembre 2011 la domanda Ue si sia ridotta del 17%, solo in Italia nel marzo 2012 vi è stato un meno 9,2% rispetto al 2011 etc.). In secondo luogo, elenca le sfide strutturali proprie del settore (difficoltà a reperire mano d'opera qualificata; eccessi burocratici e ostacoli persistenti nel mercato interno Ue; discriminazione nelle condizioni di acceso ai mercati internazionali, sia riguardo alle legislazioni sociali e ambientali applicabili, che alla possibilità di partecipare agi appalti pubblici). In terzo luogo, individua le opportunità per il settore delle costruzioni. Queste si risolvono sostanzialmente nello sfruttamento delle potenzialità degli edifici a basso consumo energetico. Il Vicepresidente Tajani, ha infatti, affermato che “nell'attuale, grave, crisi economica e sociale, gli edifici a basso consumo di energia sono investimenti redditizi per la società e gli investitori privati. Il settore delle costruzioni deve riuscire a scorgervi un'opportunità per innovare e attirare nuovi talenti. Le nuove tecnologie offrono grandi potenzialità, non solo per nuove abitazioni ma anche per ristrutturare milioni di edifici esistenti, migliorandone l'efficienza energetica e attuando gli obiettivi della strategia UE 2020. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità. Il settore delle costruzioni può diventare un motore della crescita sostenibile”.
Cinque gli obiettivi che la Commissione europea si pone con tale strategia per rilanciare il settore e numerose le azioni che individua per realizzarli.
Le azioni sono raggruppate nel Piano d'azione allegato alla comunicazione (pag 20-29) e suddivise in azioni a breve termine e a medio-lungo termine. Per ogni azione sono forniti dettagli relativi ai risultati attesi, alla suddivisione delle competenze tra Commissione europea, Stati membri e organizzazioni del settore e il calendario di attuazione.
1. Creare le condizioni favorevoli agli investimenti
i. Migliorare l'accesso al credito: Il Patto per la Crescita prevede un aumento di 10 miliardi di euro del capitale BEI, con relativa capacità di prestito aggiuntiva fino a 180 miliardi. La fase pilota dei project bond prevede 4,5 miliardi d'investimenti supplementari per infrastrutture. 55 miliardi di fondi strutturali sono ancora disponibili e possono essere riallocati, secondo la Commissione europea, anche per fornire garanzie sui prestiti. Queste risorse possono consentire a BEI, intermediari finanziari e investitori privati di puntare sulla nuova edilizia ad alta efficienza energetica, su infrastrutture di rete e sostegno dell'accesso al credito per le PMI del settore.
ii. Aumento dei fondi strutturali: per il periodo 2014-2020 la Commissione propone quasi un raddoppio dei fondi per la sostenibilità energetica, in parte utilizzabile per la riqualificazione degli edifici.
iii. Più fondi Ue per ricerca e innovazione: attualmente nell'ambito delle iniziative Smart Cities vi sono 209 milioni di euro per progetti di risparmio energetico nelle città, inclusa la ristrutturazione di edifici. 116 milioni sono destinati all'iniziativa "efficienza energetica degli edifici" finalizzata allo sviluppo di nuovi materiali edili e costruzioni con criteri d'integrazione urbanistica ed efficienza energetica. Per il bilancio 2014-2020, nell'ambito di Orizzonte 2020, la Commissione europea punta ad un aumento (fino a 2 miliardi) dei fondi per ricerca e innovazioni per promuovere nuovi materiali, apparecchiature tecniche più efficienti ed edifici più sicuri dal punto di vista sismico; anche con progetti pilota dimostrativi di edifici e quartieri che consumino meno energia di quella prodotta e/o con standard di sicurezza sismica realizzati con tecnologie innovative.
iv. La Commissione europea invita, inoltre, gli Stati a mantenere gli incentivi fiscali nazionali, IVA ridotta, incentivi per tassi agevolati o altre sovvenzioni, quali il credito d'imposta.
v. Favorire l'accesso delle Pmi al mercato degli interventi per l'efficienza energetica, anche con polizze assicurative che garantiscano che le prestazioni eseguite corrispondo alla normativa vigente.
vi. Più fondi Ue per Project Bonds e maggiore utilizzo nel bilancio 2014-2020 per infrastrutture e riqualificazione energetica di edifici pubblici.
2. Sviluppare il capitale umano del settore delle costruzioni
Secondo la Commissione europea occorre anticipare la domanda futura del mercato del lavoro, anche attraverso la formazione per migliorare le prospettive occupazionali dei giovani. Serve anche maggior mobilità dei lavoratori, soprattutto nei servizi transfrontalieri. Un'iniziativa a livello europeo dovrebbe stimolare uno scambio d'informazioni per meglio prevedere questi bisogni, favorendo l'adattamento dei sistemi di formazione nazionali e una migliore risposta alla domanda di lavoro qualificato e di nuove professionalità legata all'edilizia sostenibile.
3. Standard e metodologia comune per l'efficienza energetica
Secondo la Commissione europea servono
standard e metodologie comuni per la valutazione dell'impatto ambientale. La Commissione proporrà, quindi, delle
iniziative di standardizzazione per rendere i metodi di valutazione più trasparenti e accessibili alle imprese edili, al settore assicurativo e agli investitori.
4. Rafforzare il mercato interno per la costruzione
i. gli Stati sono chiamati a dare piena attuazione alla direttiva Servizi, anche per facilitare la fornitura da parte delle imprese edili di prestazioni in altri paesi membri senza creare stabilimenti permanenti.
ii. La standardizzazione per mezzo degli Eurocodici potrebbe facilitare la convergenza e il buon funzionamento del mercato interno per le costruzioni. Gli Eurocodici sono un complesso di norme di progettazione applicabili ai materiali da costruzione, all'ingegneria strutturale e a un'ampia gamma di tipi di strutture e prodotti. Ciascun paese può adattare gli Eurocodici alle proprie condizioni e tradizioni specifiche o valutazioni di rischio in materia di clima e di sismologia. La loro applicazione da parte degli Stati sarà oggetto un riesame nel 2013 e la Commissione incaricherà il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) di agevolare l'impiego degli Eurocodici per chi opera nelle costruzione. Un progetto pilota sull'efficienza energetica e gli standard di costruzione antisismici sarà promosso insieme al Parlamento europeo.
iii. Vanno analizzati i vari approcci regolamentari e amministrativi degli Stati nell'attuazione e applicazione della legislazione comunitaria del settore per chiarire le norme e per ridurre gli oneri amministrativi.
5. Accesso ai mercati internazionali
i. La Commissione continuerà a promuovere un migliore accesso ai mercati a condizioni di reciprocità e con eliminazione effettiva delle barriere tecniche, oltre che la reale possibilità di partecipare agli appalti internazionali.
ii. Va sviluppata la cooperazione con Africa, America Latina, Russia e paesi vicini per introdurre criteri di costruzione sostenibile negli appalti pubblici e promuovere l'utilizzo degli Eurocodici quale strumento per la regolamentazione della costruzione nei paesi terzi.
iii. Il Partenariato UE-Africa per le infrastrutture e i trasporti offre opportunità per la realizzazione di reti di collegamenti per l'energia e un sistema di trasporti più moderno e sicuro.
iv. L'iniziativa dell'Unione “Piccole imprese, grande mondo” metterà a disposizione informazioni, consigli e assistenza a piccole imprese di costruzioni per l'accesso ai mercati internazionali e la ricerca di partner. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, inoltre, sostiene lo sviluppo di nuovi modelli commerciali per le PMI, in particolare per la loro internazionalizzazione.
Infine, la comunicazione prevede la struttura di governance per l'attuazione della Strategia. Nella comunicazione si legge che essa dovrebbe basarsi contemporaneamente sul coordinamento e sul monitoraggio tematico e strategico e articolarsi come segue:
· un forum strategico tripartito di alto livello (Commissione, Stati membri, rappresentanti di settore) che dovrebbe esprimersi sulle iniziative dell'UE concernenti il settore delle costruzioni e sull'attuazione della strategia, formulando successivamente raccomandazioni su eventuali adeguamenti necessari della strategia o su nuove iniziative da avviare;
· gruppi tematici, composti da rappresentanti degli Stati membri e da rappresentanti di settore interessati a priorità specifiche della strategia, che dovrebbero operare in collegamento con le reti e i progetti europei già esistenti. La sorveglianza di questi gruppi sarebbe affidata ai servizi della Commissione responsabili della materia specifica di cui si occupa ciascun gruppo.
Per consultare la comunicazione della Commissione europea “Strategia per la competitività sostenibile del settore delle costruzioni e delle sue imprese”...clicca qui!