La “
governance economica” e la crescita, la nomina di Mario Draghi presidente della Banca centrale europea, la situazione in Libia ed in Siria e dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i negoziati per l'allargamento dell'Ue alla Croazia, la necessità di una ripresa dei negoziati di pace in Medio Oriente, questi i temi al centro della riunione del Consiglio europeo, riunitosi a Bruxelles il 23 e 24 giugno.
I lavori del Consiglio europeo sono stati anche l'occasione per fare il punto sulla crisi dei debiti sovrani nell'Eurozona, con i leader che nelle conclusioni hanno ribadito il loro messaggio alla Grecia: l'Ue è pronta a prendere in considerazione un nuovo piano di aiuti a patto che Atene vari il programma di
austerity messo a punto con Commissione europea, Bce ed Fmi.
Via libera anche alle modifiche del trattato di Lisbona, che permetteranno la creazione di un Fondo salva-Stati permanente dei Paesi della zona euro in difficoltà, lo
European stability mechanism (ESM), e al rafforzamento della capacità finanziaria dell'attuale fondo, lo
European financial stability facility (EFSF).
Sul fronte immigrazione, i capi di Stato e di governo hanno dato il via libera alla revisione dell'accordo di Schengen, con la possibilità di reintrodurre, anche se solo in casi eccezionali e come ultima ratio, i controlli alle frontiere interne dell'Ue, con un meccanismo di supervisione comunitario.
Infine la Croazia: i 27 capi di Stato e di governo hanno dato il disco verde all'adesione del Paese balcanico nell'Ue. Adesione che dovrebbe avvenire il primo luglio 2013.
Per maggiori informazioni, si rimanda alla lettura delle
Conclusioni adottate dal Consiglio europeo.