Bruxelles, 23 gennaio 2008. La Commissione europea ha presentato ufficialmente la propria proposta per un pacchetto legislativo comunitario destinato a combattere il cambiamento climatico (riducendo del 20% -rispetto ai valori del 1990- le emissioni di CO2) ed a promuovere le energie rinnovabili.
Il Commissario EU all'Ambiente Stavros Dimas ha commentato le proposte legislative della Commissione (fra le quali: aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20%, riforma dello schema ETS, nuovo approccio per gli aiuti statali “verdi”, aumento della quota di utilizzo di biocarburanti nel settore trasporti del 10%) come la dimostrazione del concreto impegno europeo a mantenere la leadership mondiale nella lotta al cambiamento climatico.
Intanto, sempre nella giornata del 23 gennaio, sono iniziate le prime discussioni in seno al Parlamento europeo sulle proposte del pacchetto clima, al dibattito ha presenziato anche il Presidente della Commissione Barroso il quale, anticipando le critiche di coloro che denunciano gli elevati costi economici insiti nella proposta, ha sottolineato la gestibilità di tali spese, di fatto inferiori allo 0,5% del PIL, ed ha evidenziato come una non azione comporterebbe oneri 10 volte maggiormente superiori.
I Parlamentari europei hanno tuttavia voluto ricordare come anche l'impegno dell'EU nella lotta al cambiamento climatico non porterà a concreti risultati in mancanza di un accordo a livello internazionale; anche raggiungendo infatti una riduzione del 30% di CO2 entro il 2020 (obiettivo quindi superiore a quello proposto dalla Commissione), le emissioni complessive di gas a effetto serra diminuirebbero di un limitato 4%.
Perplessità sulle proposte della Commissione sono state espresse anche dalle ONG ambientaliste (WWF in prima linea), le quali criticano aspramente la politica di sviluppo dei biocarburanti e l'obiettivo di utilizzarli per sostituire almeno il 10% dei combustibili fossili utilizzati nel settore dei trasporti. Le ONG temono infatti che la produzione di biocarburanti in Paesi terzi possa essere portata a livelli di non sostenibilità ambientale.
Proposte legislative: