|
|
|
15.05.2013 - Rinascita dello storico hotel Excelsior Gallia
Visita di FederlegnoArredo al cantiere per la ristrutturazione e l'ampliamento dell'Hotel Excelsior Gallia, nel cuore di Milano. Un hotel 5 stelle lusso che sta prendendo forma anche grazie agli arredi italiani di altissimo livello voluti dal progettista, lo Studio Marco Piva.
di Sabrina Brenna - Milano, 15 maggio 2013
|
Dopo la recente conclusione dei lavori di ammodernamento della Stazione Centrale, la ristrutturazione e l'ampliamento dello storico Hotel Excelsior Gallia, nel cuore di Milano, si inserisce nel più ampio processo di riqualificazione urbana di Piazza Duca D'Aosta. Guidata dall' architetto Marco Piva e dai project manager del suo Studio, una piccola delegazione di FederlegnoArredo nei giorni scorsi ha visitato il cantiere per apprezzare dall'interno gli sviluppi del progetto che vede coinvolte molte aziende associate.
Nel 2006 l'emiro del Qatar, attraverso la QIA - Qatar Investment Authority, acquista l'Hotel costituito dall'edificio degli anni '30 costruito nello stesso periodo della Stazione Centrale per accogliere i viaggiatori in arrivo a Milano, e dalla sua estensione dei primi anni '60, chiamato Pirelli Wing, con l'intenzione di trasformarlo in un albergo cinque stelle lusso riportandolo agli splendori di un tempo. Il Gallia in passato è stato infatti a lungo luogo d'incontro di giornalisti e scrittori, set di riprese cinematografiche e televisive e, fino al 1969, è stato il centro del calciomercato italiano. A seguito di una selezione internazionale nel 2009 il progetto di architettura viene conferito allo Studio Marco Piva, a cui successivamente viene affidato anche l'interior design. 235 stanze di cui 45 suites, una presidential suite ed una royal suite, su un'area di 4273 metri quadrati, ampliata rispetto all'originale arrivando ora a coprire l'intero isolato tra via Filzi e piazza Duca d'Aosta per circa 127.000 metri cubi di volume costruito. Un progetto che ha visto l'inizio del lavori nel 2010 con le demolizioni e il rifacimento delle strutture portanti, e che prevede l'inaugurazione ufficiale nei primi mesi del 2014.
La visita della delegazione di FederlegnoArredo inizia dalla nuova grande reception e dalle parti comuni nell'ala storica che riprenderanno lo stile tardo bell'Epoque dell'edificio: bar, ristoranti, lounge, boutique ed un'esclusiva sigaroteca. Seppur ancora in fase di completamento, con il prezioso aiuto dell'architetto Marco Piva, si delineano già i contorni della ricercatezza con cui riprenderanno vita le varie sale. Un connubio tra elementi decorativi d'epoca interamente restaurati (es. le numerose cariatidi delle facciate o lo scalone principale) e soluzioni impiantistiche e strutturali d'avanguardia, dove troveranno posto gli arredi made in Italy di numerose aziende italiane. Si sale poi a visitare le camere in buona parte già completate, iniziando da quelle definite “standard”: bagni in marmo, moquette disegnata su misura, arredi in pelle, porte di alto pregio. Si passa poi a visitare il settimo piano con un'area eventi e la vasta royal suite dotata di SPA privata e di un ampio terrazzo da cui si gode di una stupenda vista sulla città: è ancora spoglia, ma l'impatto delle volte in acciaio che e i vasti spazi rendono già bene l'idea dell'impatto finale.
Il nuovo edificio, che integra la parte storica e si sviluppa verso via Galvani e via Filzi, accanto al grattacielo Pirelli, è in stile moderno e realizzato con facciate in vetro e acciaio per meglio integrarsi con i palazzi circostanti. I due edifici sono perfettamente integrati e, seppur a livello di cantiere, all'interno non vi è soluzione di continuità passando dall'ala storica alla nuova ala: stesse finiture e, come conferma l'architetto Marco Piva, stesso stile negli arredi che anche qui saranno rigorosamente made in Italy. Tra i due edifici è stata anche creata una corte interamente coperta da una struttura di verto e acciaio che formerà un grande foyer, una sorta di piazza interna, da cui si accederà anche dalla nuova entrata che è stata realizzata in via Filzi. Questo sarà il fulcro del sistema di sale conferenza e riunione del Gallia. Oltre alle camere, arredate nello stesso modo di quelle dell'ala storica, nella nuova ala ci saranno: centro meeting, congressi e mostre al piano terra, una grande SPA da 1.200 metri quadrati distribuita al 6' e 7' piano, dotata di piscina, palestra, saune, hammam, centro benessere. Sempre al 7' piano ci sarà un esclusivo bar con terrazza panoramica che si affaccia su piazza Duca d'Aosta. E nel piano interrato, un esclusivo ristorante e una fornitissima wine cellar.
Gli interni del nuovo Hotel Excelsior Gallia vengono realizzati con grande attenzione alla scelta dei materiali, delle texture e dei dettagli e faranno forte riferimento al design e al Life Style milanese con un accenno nelle forme e nelle atmosfere all'eleganza intramontabile dell'art decò. Tra le imprese Associate coinvolte nel progetto possiamo citare: Artemide, Baxter, Busnelli, Ceppi, De Majo, De Padova, FontanaArte, Foscarini, Gallotti & Radice, iGuzzini, Knoll, Leucos, Matteograssi, Meritalia, Nemo, O Luce, Penta light, Poltrona Frau, Potocco, Reflex, Riva 1920, Valenti, Zanotta, e molte altre. Degli interni che sono quindi destinati ad essere una lussuosa testimonianza del saper fare italiano.
|
|
L'Osservatorio del Mobile Italiano, un aiuto in tempo reale per le imprese
L'Osservatorio del Mobile Italiano è un progetto che prevede la creazione di un portale informativo con lo scopo di rendere disponibili a tutti gli attori della filiera del mobile una serie di informazioni in tempo reale sui principali aspetti strategici e commerciali del settore.
In quasi tutti i settori merceologici, esistono strumenti di monitoraggio e di profilatura, che consentono sia alle aziende che ai retailer di conoscere i propri consumatori finali, i gusti e le esigenze. In particolare, data la velocità con la quale il mercato si evolve, tali strumenti rispondono alla necessità di ottenere tali informazioni quasi in tempo reale. Gli obiettivi di questo monitoraggio sono molteplici. Ovviamente le indicazioni sui prodotti più venduti e richiesti, piuttosto che su quelli che "non girano". In particolare, però, l'attenzione è posta al consumatore: chi è, perché compra, come vive. E' facile immaginare quali indicazioni ottengano, ad esempio, i supermercati incrociando i dati sulle vendite, dei consumatori profilati attraverso le "tessere punti", piuttosto che quelle "soci", il "salvatempo" e così via.
Purtroppo tale modalità di approccio scientifico ed analitico non è particolarmente diffusa nella filiera dell'arredamento, in particolare nella fascia dei distributori tradizionali.
A complicare ulteriormente la situazione, un consumatore finale che ha cambiato profondamente le proprie abitudini di acquisto. Più attento, preparato ma soprattutto sempre più razionale e sempre meno emotivo negli acquisti di mobili.
Una soluzione potrebbe venire dalla proposta dell'Osservatorio del Mobile Italiano, un progetto che prevede la creazione di un portale informativo che ha lo scopo di rendere disponibili a tutti gli attori della filiera del mobile una serie di informazioni in tempo reale sui principali aspetti strategici e commerciali del settore.
Mediante la rielaborazione di dati ottenuti da un campione significativo di punti vendita, profilati e selezionati, l'osservatorio fornirebbe quotidianamente informazioni quali, ad esempio, il numero di ingressi nei punti vendita, le richieste di prodotto per campione di consumatori, il profilo dei consumatori incrociato con le richieste di prodotto, oltre altre informazioni di carattere commerciale.
E' evidente il carattere "sistemico" di tale progetto, che non può essere sviluppato senza l'indispensabile coinvolgimento di tutti i principali attori della filiera, produttori, rivenditori, associazioni di categoria, partner tecnologici, i quali, in uno sforzo "comune", dovrebbero collaborare alla sua realizzazione.
|
|
02/2013: Contract: un modello di internazionalizzazione per l'arredamento
Cosa è il contract e quali sono i suoi ambiti, le location, le dimensioni economiche e gli attori coinvolti? Quali sono le principali problematiche che le aziende italiane dell'arredo incontrano nel momento in cui vogliono cogliere le opportunità di crescita offerte dal contract?
di Sabrina Brenna
Di fronte alla saturazione del canale retail e alla competizione dei paesi low cost in alcuni mercati esteri, molte aziende italiane dell'arredamento hanno visto nel contract una, se non l'unica, modalità di crescita. Tuttavia, quella che poteva rappresentare una risposta alla crisi e una possibilità di espansione internazionale non ha portato in molti casi ai risultati sperati e il contract rimane ancora un business dai lati oscuri. Fare contract significa abbandonare il ruolo di produttore per diventare un'azienda di servizi complessi. Dal punto di vista operativo inoltre i processi che caratterizzano il contract non trovano facile generalizzazione poiché si svolgono, di volta in volta, con modalità diverse. A questo si aggiunge una conoscenza spesso superficiale da parte delle aziende delle potenzialità, ma anche delle difficoltà, di tale mercato, caratterizzato da una forte impronta internazionale.
Sul numero 06-2012 di “Economia e Management”, rivista della SDA Bocconi, è stato pubblicato l'articolo che trovate qui di seguito, curato da Gabriella Lojacono (Docente SDA e Professore Associato di Strategia presso l'Università Bocconi), Antonio Catalani (Docente SDA e Professore a contratto di Management of Design presso l'Università Bocconi) e Armando Bruno (Direttore generale dello Studio Marco Piva). Il focus è sui produttori di mobili per la zona giorno e notte, cucine, imbottiti, complementi d'arredo e illuminazione. Lo scritto illustra l'impatto del mutamento di ruolo (e di competenze) per le aziende dell'arredamento che entrano nel settore contract, in termini di struttura organizzativa, comunicazione aziendale e di prodotto, interlocutori nell'ambito della filiera, strategie di integrazione verticale, documentazione interna e valutazione delle performance. L'articolo prende avvio dall'analisi dei principali ruoli e attività tipiche nella realizzazione delle grandi commesse chiavi in mano, per evidenziare quali opportunità possano aprirsi per le aziende italiane del sistema arredamento, ma anche quali strategie e politiche le stesse aziende debbano implementare per gestire il contract con successo.
|
|
03.10.2012 - Presentato l'ADI Design Index 2012
ADI Design Index 2012: il design in tempi di crisi è più che mai innovazione.
La selezione 2012 dell'ADI Deisgn Index punta sui contenuti innovativi dei prodotti e dei servizi, sulla capacità di offrire risposte originali e di qualità che attivino meccanismi virtuosi. Fondamentale il ruolo dei giovani: energie fresche e di qualità per il design del prossimo futuro.
di Sabrina Brenna - Milano, 3 ottobre 2012
|
Presentato ieri alla Triennale di Milano l'ADI Design Index 2012, i cui progetti e servizi pubblicati entrano automaticamente a far parte della rosa dei preselezionati per la XXIII edizione del Premio Compasso d'Oro ADI che il prossimo anno chiuderà il triennio con l'assegnazione dei prestigiosi riconoscimenti. L'evento è stato animato dal alcune testimonianze del mondo del design, tra le quali quella di Giovanni Anzani, presidente Assarredo.
La selezione, unica in Italia per la sua completezza e rigorosità, è operata dall'Osservatorio permanente del Design ADI costituito da circa 150 esperti distribuiti su tutto il territorio nazionale che quest'anno hanno valutato le 778 auto-candidature. Sono 111 i prodotti, servizi e progetti presenti nell'Index 2012, buona parte dei quali legati alle imprese associate a FederlegnoArredo. A questi si vanno ad aggiungere 17 progetti che concorrono alla Targa Giovani, novità introdotta dallo scorso anno.
Il Compasso d'Oro è sicuramente il premio più selettivo e raffinato dedicato al design italiano, ed è riconosciuto in tutto il mondo come enorme risorsa per il design internazionale tanto che la sola presenza nel Design Index è motivo di orgoglio per i selezionati, come ha sottolineato durante la presentazione il presidente ADI Luisa Bocchietto. Il volume rappresenta la cultura italiana del design, del progetto e della produzione, uniti tra loro quali tessere di un unico mosaico: una ricchezza sia per la città di Milano sia per tutta l'Italia.
Un buon esempio di quello che possiamo creare facendo sistema e abbattendo le sacche di individualismo tipicamente italiano. “Per poter sopravvivere in questa epoca di globalizzazione e massificazione – ha sottolineato nel suo intervento il presidente Anzani - dobbiamo creare le premesse per il futuro del design italiano e per le imprese che lo producono agendo sulle leve principali della filiera: formazione, design, produzione, comunicazione e distribuzione.” Ciò si traduce in primis nel puntare sui giovani, nell'investire nella loro formazione per “avere scuole in grado di trasmettere valori e saperi, educare al gusto e al fare e sviluppare la capacità di padroneggiare su forme, materiali e processi”. Perché, continua Anzani, “sono proprio i giovani una leva competitiva formidabile e una ricchezza fondamentale per la filiera dell'arredo, hanno energie ed entusiasmo, sono aperti al nuovo. Il loro futuro è il futuro delle nostre imprese”. E' con questo spirito che FederlegnoArredo aprirà nel 2013 un polo formativo per le Arti e Mestieri a Lentate sul Seveso in Brianza.
Ed è anche lo spirito della Targa Giovani che sarà assegnata per la prima volta nella prossima edizione del Premio Compasso d'Oro. Del resto il design, in un momento di crisi economica tra le più gradi dopo il 1929, può fungere concretamente da volano per la rinascita. Come ha sottolineato Stefano Micelli, docente di International Management presso la Ca' Foscari di Venezia, il design è creatore di idee e proposte che permettono di proiettarsi verso il futuro, oltre la crisi; il design è un modo in cui possiamo pensare il futuro; il design ci permette di dialogare con il futuro.
Istituito nel 1954 a Milano, il Premio Compasso d'Oro ADI nasce da un'idea di Gio Ponti e in più di cinquant'anni di storia si è affermato come il più ambito premio di disegno industriale e il massimo riconoscimento al progetto, al prodotto, alla ricerca e al merito. La Collezione Storica dei pezzi vincitori e segnalati dal Premio accumulata in oltre mezzo secolo costituisce una testimonianza unica dell'evoluzione del design contemporaneo. Nel 2001 l'ADI ha costituito la Fondazione ADI, di cui Assarredo è socio istituzionale, e alla quale è stata affidata la conservazione e la gestione della Collezione Storica del Compasso d'Oro che nel 2004 è stata dichiarata per decreto ministeriale “di eccezionale interesse storico” e che grazie al Comune di Milano sarà presto collocata in una nuova sede permanente di 5.000 mq.
|
|
21.05.2012 - Imbottiti e Contract: tendenze tessuti e tessile per l'arredo
Le nuove tendenze del tessile per imbottiti e contract a Proposte e Mood.
Proposte e Mood sono i due eventi di riferimento a livello internazionale per capire quali saranno le tendenze dei prossimi anni nei tessuti d'arredo.
di Sabrina Brenna - Milano, 21 maggio 2012 Per i produttori di imbottiti e, più in generale, per gli operatori del settore contract, le fiere che presentano le ultime novità sul tessuto d'arredamento nel contempo anticipano le tendenze e forniscono ispirazione di colore e finitura. Sempre più grande in questi eventi l'attenzione al mondo del contract, con un sempre maggiore avvicinamento degli studi di architettura al mondo della produzione tessile italiana. Quindi, oltre ai tessuti per il settore residenziale, l'industria tessile pone sempre più attenzione agli spazi pubblici: il tessile per arredamento è parte integrante del mercato contract, e il potenziale di business si basa essenzialmente sulla qualità della produzione dove ancora si trovano ben saldi i valori artigianali che hanno reso famoso il tessile italiano nel mondo. Due i principali appuntamenti annuali di riferimento a livello mondiale: Proposte che si tiene a Cernobbio-Como, e Mood a Bruxelles.
|
Una sostanziale conferma dell'importanza di PROPOSTE, l'Anteprima Mondiale del Tessuto d'Arredamento e del Tendaggio, si è avuta nelle ultime settimane: giunta alla sua ventesima edizione che si è chiusa lo scorso 10 maggio a Cernobbio, ha totalizzato 6363 visitatori (solo 14 in meno rispetto allo scorso anno) ma che, confermando la sua internazionalità, ha anche registrato una percentuale di stranieri in netto aumento. Quest'anno i visitatori non italiani sono stati il 64,5% del totale, rispetto al 61% dello scorso anno: un aumento del 5,6% che ha controbilanciato l'atteso calo degli operatori italiani dovuto all'attuale situazione del mercato nazionale. Il primo paese di provenienza rimane la Germania, seguita da UK e USA, ma sono in forte aumento anche gli operatori provenienti dai paesi asiatici come la Cina che ha più che triplicato le presenze. Soddisfatti della qualità dei visitatori anche i 104 espositori, segno di apprezzamento dei loro sforzi innovativi soprattutto nello sviluppo di nuovi tessuti e nuove tecnologie produttive nei settori residenziale, contract e outdoor. In attesa della prossima edizione di Proposte (7-9 maggio 2013) da segnalare che per la prima volta quest'anno la fiera, attraverso un'équipe stilistica, ha elaborato e pubblicato un “trend report” post-fiera sintetizzando i prodotti più rappresentativi delle nuove collezioni, i più innovativi per struttura, design e colore. Questo report sulle tendenze emerse durante la tre giorni lariana é ora disponibile online: SCARICA IL TREND REPORT PROPOSTE 2012 (clicca qui).
|
Vocazione internazionale anche per la fiera MOOD di Bruxelles indirizzata ai produttori di imbottiti, finestre e rivestimenti per pareti, dove l'80% degli espositori è straniero (da 25 paesi) ma che attrae operatori principalmente dall'Europa (quattro quinti del totale). Dall'11 al 13 settembre alla Expo di Bruxelles saranno di scena innovazione, contract e outdoor, in un contesto ben strutturato. Presentata alla stampa dal direttore generale Patrick Geysels lo scorso 10 maggio a Como a latere di Proposte, negli ultimi anni Mood ha puntato molto sulla novità: innovazione sarà l'argomento principale della fiera di settembre, e si svilupperà attraverso una serie di iniziative e start-up. In particolare a “Trevira CS”, piattaforma contract sempre in crescita, si accostano le aree “Outdoor” che riunisce in un contesto outdoor tutte le nuove soluzioni di tessuti per esterni, il “Fluxus Trend Café” che sarà una zona interattiva attorno ai principali futuri scenari di tendenza del mercato (Transition, Prorsum, Eccentrics), e la “Discovery Zone” che racchiuderà in sé una parte dedicata ai produttori di filati, una piattaforma innovativa con circa 150 esempi di nuovi materiali e tecniche, ed una mostra sul “meglio del meglio” presente in fiera (Blue Drop Exhibition) da cui scaturiranno i vincitori dei Blue Drop Awards.
|
|
21.09.2011 - Intervista ad Alberto Conficconi
Innamorarsi di un mestiere. Innamorarsi di FederlegnoArredo.
A Bari il Gruppo imbottiti di Assarredo e l'esperienza di Alberto Conficconi per testimoniare l'impegno della Federazione nella formazione della manodopera e nel supporto all'export per le aziende del settore.
di Sabrina Brenna - Milano, 21 settembre 2011
|
Andare sul territorio per capire come funziona il segmento imbottiti nei principali distretti italiani, quali le criticità e le proposte delle aziende Associate. Questo l'obiettivo di Alberto Conficconi (Cierre Imbottiti), dallo scorso giugno nuovo Consigliere Incaricato del Gruppo Imbottiti di Assarredo, che ha dato il via al primo incontro con gli Associati svoltosi a Bari lo scorso 17 settembre presso la Fiera del Levante per presentare i tre punti al centro del suo mandato triennale: formazione, estero e scheda prodotto.
Ad animare l'incontro i contributi di Nicola Palasciano (Nicoline Salotti) e Guido Santilio (Tecnarredo), rappresentanti del tessuto imprenditoriale pugliese, che hanno evidenziato alcune delle problematiche locali ed in particolare da una parte la carenza di manodopera specializzata, e dall'altra il mondo dell'indotto e dei terzisti che è un patrimonio di tradizioni che si sta assottigliando sempre più a seguito della crisi del settore. Problematiche che accomunano tutti i distretti produttivi italiani: il supporto di FederlegnoArredo in questo senso è fondamentale per sviluppare una strategia di settore che sia al di sopra delle territorialità.
Non a caso quindi la formazione è stato uno degli argomenti centrali del dibattito, a cominciare dallo stesso Alberto Conficconi che ha raccontato con passione la sua esperienza personale e professionale. Partendo dal padre, che gli ha insegnato a rispettare il lavoro di tutti e che le diversità, anche nelle aziende concorrenti, in un ambito come quello associativo divengono dei punti di forza. “Mentre crescevo, ho vissuto la crescita della mia azienda”, ricorda Alberto Conficconi, “E vivere in azienda, guardare gli operai che lavorano, significa crescere circondato da esempi di professionalità e umanità che ti contagiano e ti emozionano. In questo modo ci si innamora di un lavoro. Poi rimani intrappolato ma felice: sei parte di un mondo e non ne esci più”.
|
Un importante fronte in cui è attiva la Federazione è proprio la sensibilizzazione dei giovani affinché possano “innamorarsi del mestiere” come già visto efficacemente al Meeting di Rimini: con passione, impegno e formazione, giorno dopo giorno si possono raggiungere risultati di eccellenza. Dare importanza a livello sociale a questo “mestiere” per raggiungere un successo virtuoso anche partendo dal basso, cambiando il modo di pensare il lavoro e valorizzando il "saper fare". La formazione della manodopera quindi come importante mezzo di riqualificazione delle aziende ma anche di continuità nella tradizione. Tema molto sentito nel territorio pugliese dove le aziende sono di prima o seconda generazione: un settore giovane che si è installato in un territorio dove già esisteva una forte tradizione artigiana. Senza dubbio l'offerta formativa di FederlegnoArredo, ed in particolare la formazione finanziata, è un'importante supporto che anche le aziende pugliesi stanno già sfruttando.
Gli imprenditori pugliesi, durante l'incontro di Bari, hanno infatti più volte sottolineato l'unicità e il valore della Federazione sia nello sviluppo di servizi mirati al settore, sia quale luogo di scambio di esperienze e di arricchimento per gli imprenditori. “Perché mi sono innamorato di FederlegnoArredo? Avviene gradualmente, giorno dopo giorno. Ti rendi conto che i luoghi comuni che dentro di te possono frenarti, in realtà non lo sono e ti innamori. Non è un sacrificio o una croce. Io lo vivo come senso del dovere. Mi confronto con problematiche per trovare soluzioni”, dichiara apertamente Alberto Conficconi parlando della sua esperienza in Federazione, dalla partecipazione a un'assemblea di Assarredo nel 2005 dalla quale è poi nato il Gruppo Giovani, che oggi conta circa 250 iscritti, a cui sono seguiti incarichi sempre più grandi ed importanti in Assarredo e nella Giunta FederlegnoArredo.
Ad esempio, una delle problematiche che più sta a cuore a tutti gli imprenditori del settore è quello di reperire le informazioni utili per facilitare l'approccio ai mercati esteri, sbocco quasi obbligato data la stagnazione delle vendite nazionali. Come dare quindi un concreto supporto alle aziende, limitando per quanto possibile le problematiche legate all'internazionalizzazione? Assarredo svilupperà a questo scopo delle schede paese specifiche per l'imbottito contenenti informazioni su come sono organizzati i principali mercati, la loro distribuzione, il contract, e così via. Una sorta di “kit per l'esportatore” che si auspica divenga una riferimento anche a livello istituzionale per veicolare in modo mirato le risorse destinate al settore. Un modo anche questo per poter supportare la promozione dell'abitare italiano nel mondo, che deve nel contempo trovare una maggiore valorizzazione anche in Italia presso il consumatore che deve essere consapevole dell'esistenza della scheda prodotto e richiederla.
Un'esperienza associativa sul territorio quella di Bari che ha avuto una forte valenza unitaria, come ha sottolineato in chiusura Alberto Conficconi che ha anche colto l'occasione per citare la frase che campeggiava nello stand di FederlegnoArredo al Meeting di Rimini lo scorso agosto e che secondo lui “racchiude sotto forma di metafora il significato dello stare insieme, del modo in cui tutti noi dobbiamo lavorare”:
"Un tempo gli operai non erano servi. Lavoravano. […] La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario. Non doveva essere ben fatta per il padrone, né per gli intenditori, né per i clienti del padrone. Doveva essere ben fatta di per sé, in sé, nella sua stessa natura. […] Per loro, in loro non c'era neppure l'ombra di una riflessione. Il lavoro stava là. Si lavorava bene. Non si trattava di essere visti o di non essere visti. Era il lavoro in sé che doveva essere ben fatto. […]". (Charles Péguy)
|
|