La Commissione europea ha lanciato il 7 dicembre scorso una strategia a sostegno delle Pmi europee, particolarmente focalizzata ad affrontare quello che in questa fase appare il problema più rilevante: il mancato acceso ai finanziamenti.
''Se non siamo capaci di rafforzare il ruolo delle Pmi, sarà molto difficile per noi uscire dalla crisi - ha sottolineato il Vicepresidente della Commissione europea con delega all'Industria e all'Imprenditoria Antonio Tajani -. Senza l'impegno dei 23 milioni di Pmi europee, sarà molto difficile avere una politica della crescita. Per questo, dobbiamo lavorare sui debiti e sui bilanci pubblici, ma dobbiamo anche cercare di spronare l'economia reale, che include le grandi imprese ma anche le piccole e medie''.
Da un'indagine della Direzione Generale imprese e industria della Commissione europea condotta presso 15mila aziende europee è, infatti, emerso che un terzo di esse non è riuscito a ottenere un prestito negli ultimi sei mesi a causa della difficile situazione economica.
Più nel dettaglio, la nuova strategia contiene un “Piano d'azione” che prevede per le Pmi un maggiore sostegno finanziario dal bilancio dell'Ue e dalla Banca europea degli investimenti (BEI), nonché una proposta per un regolamento volto a stabilire norme uniformi per la raccolta dei fondi di venture capital.
In tema di accesso al credito da parte delle Pmi, oltre al programma COSME lanciato dalla Commissione nei giorni scorsi, che prevede, tra le varie misure, l'accesso agevolato ai finanziamenti per le imprese sotto forma di capitale o debito, la Banca europea degli investimenti (BEI) prevede di mantenere la sua attività di prestito alle Pmi ai livelli dell'anno in corso, intorno, cioè, a 10 miliardi di euro. In questo contesto la Commissione europea intende istituire anche un Fondo per l'imprenditoria sociale europea al fine di andare incontro alle esigenze degli imprenditori sociali europei, che lamentano carenza di finanziamenti
In tema di venture capital la Commissione europea propone, invece, la realizzazione di un unico regolamento che renda più semplice la raccolta di risorse da parte dei gestori di fondi di capitale di rischio. Con tale unificazione normativa si intende superare la frammentazione di istruzioni, disposizioni e requisiti in materia, che attualmente caratterizza i diversi Stati membri e, di conseguenza, aumentare i benefici per le Pmi che potranno usufruire con maggiore facilità di strumenti di venture capital. Tale proposta sarà ora sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio, dove sarà discussa e adottata seconda la procedura di codesisione.
Per maggiori informazioni:
Accesso al credito:http://ec.europa.eu/enterprise/policies/finance/index_en.htm
Venture capital: http://ec.europa.eu/internal_market/investment/venture_capital_en.htm