ASSUFFICIO
Associazione nazionale delle industrie dei mobili e degli elementi d'arredo per ufficio
  • Un solo standard ambientale europeo

    01 dicembre 2017

    Un solo standard ambientale europeo

    01 dicembre 2017

    Lo schema di certificazione di sostenibilità dei prodotti di arredo FEMB/level ha recentemente ottenuto l’approvazione da parte dell’ente nazionale di accreditamento tedesco (DAkks) e da European co-operation for Accreditation (EA). Gli enti di certificazione interessati stanno ora lavorando per ottenere l’accreditamento, requisito necessario per poter stipulare un contratto di licenza con la FEMB e cominciare a certificare i prodotti in conformità alla versione europea dello schema level.
    E’ prevedibile che i primi enti di certificazione possano ottenere l’accreditamento nei primi mesi dell’anno prossimo e che in occasione dell’edizione 2018 di Orgatec possano essere presentati i primi prodotti con marchio FEMB/level. 

    Il progetto di definizione di un programma di certificazione di sostenibilità multicriterio a punteggio, specificamente pensato per i prodotti di arredo, parallelo a quello americano promosso da BIFMA, ma che riconoscesse le particolarità del contesto europeo, ha mosso i primi passi nel 2010, durante il biennio di presidenza italiana della FEMB. Da allora la strada percorsa è stata molta ed ha visto una fase di studio e confronto dello standard ANSI/BIFMA e3 con i criteri ambientali europei applicabili, la definizione di uno standard condiviso di riferimento, una fase pilota di sperimentazione, la pubblicazione dello standard ed una sua prima presentazione nel 2014. Il successivo confronto con gli enti di accreditamento ha comportato alcune ulteriori modifiche e messe a punto dei documenti che descrivono lo schema, fino ad ottenere il riconoscimento che ha dato il via libera all'accreditamento degli enti di certificazione.

    Questa parte finale del processo non ha alterato il contenuto puramente tecnico dello standard, il sistema di prerequisiti, crediti e punteggi è rimasto lo stesso, così come i livelli di accettazione richiesti, ma ha comportato alcune modifiche organizzative importanti allo schema.
    In generale, lo schema è stato reso più preciso, i requisiti più dettagliati e le procedure di verifica più oggettive, con vantaggi in termini di maggiore trasparenza, affidabilità ed imparzialità. 
    Inoltre lo schema è stato allineato alle prescrizioni delle norme ISO in vigore sulla valutazione della conformità, in particolare alla ISO 17065 che definisce i criteri riconosciuti a livello globale per la gestione delle certificazioni di prodotto. SI tratta quindi adesso di uno schema veramente adottabile e riconosciuto a livello globale.
    La caratteristica fondamentale dello schema level è tuttora quella di fornire un programma generale che permetta di far convergere in un unico sistema di valutazione le principali etichette e certificazioni già esistenti e richieste nei principali mercati, per ottenere una valutazione complessiva del grado complessivo di sostenibilità del prodotto espressa tramite un punteggio o un livello di conformità (Level 1, 2 o 3).
    Tuttavia il riconoscimento automatico di etichette ambientali o certificazioni che non operino anche loro sotto accreditamento (tra queste FSC, Nordic Swan, Blauer Engel, etc.) non sarà più possibile. Ovviamente il lavoro eventualmente svolto per ottenere questi marchi sarà utilizzato per dimostrare il soddisfacimento dei requisiti dello schema level, ma dovrà essere vagliato dall’ente di certificazione che rilascia il certificato level.
    Etichette e certificazioni che operano in regime di accreditamento (EMAS, PEFC, BREAM, HQUE, etc.) continuano ad essere riconosciute e permettono l’ottenimento di punti nello schema level senza ulteriori passaggi.
    Gli elenchi delle sostanze chimiche da monitorare sono stati semplificati rispetto alla versione 2014 dello standard, sostituendo i riferimenti ai sistemi di classificazione riconosciuti internazionalmente agli elenchi di singole sostanze.
    Nel caso di uno stesso prodotto fabbricato in più stabilimenti è stata introdotta la procedura che prevede il campionamento del caso più sfavorevole. Altre modifiche minori sono illustrate nelle presentazioni allegate.

    Considerato che dal 2010, sia lo standard FEMB, che la ANSI BIFMA e3, in origine scelta come principale modello, hanno subìto un’evoluzione, il Technical Committee della FEMB, nella sua riunione più recente ha effettuato un confronto dettagliato tra l’ultima versione del documento FEMB, l’edizione in vigore della BIFMA e3 e la bozza della sua futura ulteriore revisione per stimare quale sia oggi la distanza tra i due schemi. E’ infatti prevedibile che, finché non sarà siglato un accordo di mutuo riconoscimento, in un primo periodo le aziende che già posseggono la certificazione level americana cerchino di ottenere anche quella europea e che chi intende ottenere quella europea voglia contemporaneamente avere anche quella americana. Inizialmente l’81% dei punti ottenuti con lo schema FEMB potevano essere utilizzati per quello gestito da BIFMA. Tale percentuale andrà a ridursi al 63% con la nuova futura edizione della norma americana. Il passaggio contrario, dallo schema BIFA a quello europeo è più difficile: attualmente 71% di punti BIFMA/level sono utilizzabili per ottenere il FEMB/level e tale quota andrà a ridursi al 52% con la nuova versione. Dettagli del confronto sono iportati nella 2° presentazione allegata).

    Visto che le due versioni dello schema stanno nei fatti divergendo, sarà necessario che le due organizzazioni rivedano e possibilmente confermino i programmi a lungo termine inizialmente concordati e che ipotizzavano, nel corso degli anni, una convergenza sempre più stretta, fino a giungere idealmente ad una norma comune in sede ISO.

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